LO YOGA, UN REGALO!

Ho cominciato con lo yoga presto, molto presto, per anni, molti anni, alla fine degli anni 70, incerto fra l’America di J. Kerouac, di H. Miller e l’altra parte del mondo, quello misterioso con quei nomi che ci facevano fantasticare: yamines, ashrams, kundalini, chakra, meditazione, tantra, ecc.

Lo yoga lo considero un regalo, chi me l’ha insegnato l’ha fatto nel modo più semplice possibile, di complicato c’era solo il nome del gruppo: Grande Fratellanza Universale, G.F.U.

Prima una mezzora di ginnastica a corpo libero per prepararci alle “asanas”, poi la doccia naturale, che voleva dire fredda fredda fredda in inverno, fredda fredda in primavera ed autunno e fredda in estate, poi il rilassamento con la voce del nostro maestro A GUIDARCI e per finire, o per cominciare … i nostri “asana”, sempre quelli:

posizione della mezza torsione spinale,

posizione della fonte della vita,

posizione del feto,

posizione dell’aratro,

posizione della candela,

posizione del corpo invertito,

posizione della cicogna,

Lo yoga nello sport mi ha insegnato a non avere limiti, se c’è un limite quando lo trovi il viaggio è finito, e come minimo torni indietro o ti accorgi che non c’è altro da fare, il mio limite non l’ho ancora trovato!

PAX …

Vas without limits.jpg
 

Questa mattina, quando ho visto il tuo messaggio che diceva che avevi messo in ‘bozza’ una nuova puntata del nostro blog, io ti ho risposto ‘GRAZIE’, ma senza sapere cosa avevi scritto!!! Ecco… dopo aver letto qui sopra mi sembra la parola giusta!