DISCESA A CATINELLE

Eccomi Vas, puntuale al nostro appuntamento e con tutto l’occorrente! ci sono 4 gradi sopra lo zero, è il 28 dicembre, ma oggi siamo fortunati perché non c’è la nebbia fitta e umida dei giorni scorsi! Quindi è ora di partire dai miei punti DEBOLI… il peggiore direi… LE DISCESE IN BICICLETTA!!!

Eh si… poi a Nizza, al Mondiale di Ironman 70.3, ci sarà molta salita e quindi altrettanta discesa, molto probabilmente un tracciato tecnico che dovremo studiare bene…

Intanto partiamo dall’A,B,C…. mi sento come al primo giorno di scuola!

…. zero paura, con umiltà si comincia proprio da zero, un po di teoria e tanta pratica:

per prima cosa bisogna imparare ad essere rilassati, nessuna rigidezza, più si è rigidi più si perde il controllo della bici e si rischia di cadere, braccia, schiena, collo e spalle rilassate,

… poi le mani sulla parte basa del manubrio, la presa deve essere bella salda, si frena con l’indice ed il medio, le mani sulla parte bassa del manubrio ti permettono di controllare meglio la bici, di abbassare il baricentro e di essere più performante contro l’aria, ……. e così abbiamo scoperto che le pieghe del manubrio non servono per portare le borse della spesa, ma per andare più forte in bicicletta ….

…. e a proposito di freni, il freno che si usa di più è quello anteriore che serve per rallentare la velocità e prima di cominciare una curva, e che si usa più spesso, mentre quello posteriore si usa molto meno e serve di solito per frenare in situazioni di pericolo o quando bisogna cambiare velocemente direzione,

poi il peso, il peso del corpo in discesa va bilanciato per bene, circa il 55%-60% sulla ruota posteriore ed il restante 40%-45% sulla ruota anteriore, perciò si porta il sedere un po indietro sulla sella, quanto? quello che serve per sentirsi a proprio agio ed avere la bici sotto controllo,

IMPORTANTE poi è GUARDARE AVANTI, guardare avanti e molto lontano e non la ruota anteriore, se si guarda avanti, il più lontano possibile si riesce a progettare la traiettoria migliore, guardare avanti e lontano significa prevedere le curve, se la strada si allarga o si restringe, se qualche altro ciclista va superato, se ci sono auto che potrebbero rallentare, se ci si focalizza sulla ruota anteriore non si ha il controllo della strada e di qualsiasi pericolo che potrebbe arrivare ….

ultima cosa di questo breve elenco i pedali, quando si affronta una discesa i pedali possono restare paralleli al nastro asfaltato, ma quando si comincia una curva il pedale che va in basso è quello opposto alla curva che si sta affrontando, il peso del corpo poi va volutamente scaricato il più possibile sul pedale più basso per permettere alla bici di restare incollata al nastro asfaltato.

BENE, FATTA, VIA LA LAVAGNA …

…… ADESSO TANTA PRATICA COME ABBIAMO FATTO OGGI SU A QUOTA 101, VAI ELE …